Uno studio dell’Enea sul trattamento dei rifiuti in Italia

L’Enea, per bocca del suo commissario, Ing. Giovanni Lelli, ha presentato un “Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia“. Si legge nel comunicato: “Molte aree del nostro paese hanno un’impiantistica di trattamento e recupero dei rifiuti urbani, congruente con una corretta gestione integrata e in linea con la normativa di settore nonché con gli standard tecnologici adottati in altre realtà dell’Unione Europea”. Ma manca ancora nel Centro-Sud la stessa qualità, inoltre il 50% dei rifiuti finisce ancora in discarica.

Dalle parole del commissario si sente affermare la voglia di proseguire nel riciclo dei rifiuti ma si sente anche parlare di recupero dell’energia dai rifiuti. Questo significa digestione anaerobica e incenerimento e purtroppo quest’ultimo non ci va bene.

Si parla di 32,5 milioni di tonnellate annue di rifiuti.

Gli impianti di trattamento dell’organico sono 195 e coprono poco oltre i 5 milioni di tonnellate annue. Questi impianti sono in numero maggiore al nord, dove hanno dimensioni più contenute, a dimostrazione della copertura del territorio.

Gli impianti TMB che separano il secco dall’umido sono 135 e gestiscono 14,5 milioni di tonnellate annue. Sono impianti ben distribuiti su tutto il territorio nazionale.

7 dei 10 impianti di digestione anaerobica italiani sono al nord. Producono 25GWh annue di energia elettrica.

Gli inceneritori sono 51, +2 in costruzione nel 2009. Gestiscono 4,5 milioni di tonnellate annue. Producono un totale di 2.800 GWh annue di energia elettrica, 750 GWh annue di energia termica, circa 800.000 tonnellate di scorie e circa 220.000 tonnellate di residui dal trattamento dei fumi.

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