Zero Waste: Paul Connett a Schio

 paul connett

dal blog di Daniele Gasparin:

Domenica 23 novembre 2008 a Schio si è tenuta un’assemblea dei cittadini sul tema “Oltre l’incenerimento, verso il futuro“. Tra i vari interventi introduttivi si è parlato di Capannori, comune Toscano, primo comune in Italia certificato “Zero Waste” (zero rifiuti), dove, dopo un percorso informativo, i cittadini si sono mossi contro la costruzione di un inceneritore, portando l’amministrazione del comune ad aderire alla filosofia rifiuti zero e dimostrando che è possibile e molto più redditizio riciclare piuttosto che bruciare.
Ospite principale dell’incontro è stato Paul Connett, professore emerito di chimica alla St. Lawrence University, Canton, NY, il quale ha sottolineato l’importanza del “porta a porta” (non quello di Vespa come ha prontamente precisato), del riciclaggio, della raccolta differenziata e forme di incentivo economico alla minor creazione di rifiuto come il pagare solo quello che si scarta. Il punto principale del problema rifiuti è, come emerso dal dibattito, la cattiva progettazione industriale. Quando qualsiasi cosa viene buttata è perchè è stata progettata male, un miglior studio iniziale avrebbe portato al riutilizzo della stessa. La costruzione di un inceneritore significa voler risolvere il problema a valle, poichè è come se volessimo svuotare una vasca che si sta riempiendo d’acqua utilizzando un secchio sempre più grande invece di chiudere il rubinetto a monte. Ecco dunque una possibile soluzione al problema, secondo Paul Connet (ma anche secondo realtà tangibili come Capannori in Italia, San Francisco negli USA, Berlino in Germania e molte altre), cioè: riciclare, riusare, riparare e responsabilizzare. La politica, prosegue Connet, è vecchia, servono nuove persone che portino nuovi modi di pensare e di interagire. Primo passo per la strategia Zero Waste è la raccolta differenziata porta a porta. Questa costringe ognuno di noi a fare i conti con i propri rifiuti. Il cittadino si trova a dover dividere i rifiuti e a capire di cosa sono composti e da cosa derivano. Così si raggiunge in breve tempo la consapevolezza dello spreco e la voglia di ridurre i rifiuti prodotti.
Di pari passo con la raccolta porta a porta dovrebbe esserci l’impegno delle industrie per progettare prodotti di facile riciclaggio e con minor imballaggio. Una buona progettazione industriale dovrebbe avere come obbiettivo primario il riciclo di ogni materiale post consumo e se questo non avviene significa che l’azienda deve modificare i proprio processi. Esistono grandi aziende che hanno capito l’importanza di questo meccanismo (es. Xerox) e ritirano dal mercato i macchinari dismessi per disassemblarli e recuperare il materiale: questo dovrebbero farlo tutte le aziende per legge!
Con il porta a porta inolte possiamo creare delle statistiche di tutto quello che viene buttato e affidare agli studenti degli atenei l’analisi e la riprogettazione del materiale scartato in modo che le industrie ottimizzimo il processo di costruzione, oppure suggerire, ai comuni interessati da un problema specifico, strategie per sensibilizzare i cittadini. Nei supermercati, ancora prima di uscire con la spesa, abbiamo già creato dei rifiuti. L’incenerimento ha costi molto elevati, la filosofia zero waste invece, ottimizza i processi industriali e crea molti nuovi posti di lavoro. Far cambiare il modo di pensare ai vecchi politici o alle lobby industriali non sarà certo facile, ma l’importante è avere la consapevolezza che il zero waste è la strada giusta e tuttora una realtà tangibile. I rifuti sono un problema di progettazione industriale! Ricicla riusa ripara responsabilizza!

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